La scuola alla buona

La scuola alla moda – Episodio 4

All’Istituto Sorselli – Ristora si coltiva con cura una delle discipline più raffinate della scuola pubblica italiana: l’arte del nonnismo attivo. Un sapere silenzioso, non scritto, tramandato oralmente come le leggende più sordide: “Lavorare stanca… ma evitare il lavoro affatica di meno”.

Tra le mura spente, l’impegno vero è riservato solo a pochi illusi. Gli altri – i maestri dell’elusione – vivono in una dimensione parallela, dove il tempo è relativo e il dovere opzionale.

Capitolo 1: Corsi Extra, ovvero il PNRR del Copia-Incolla

I corsi di aggiornamento, fiore all’occhiello del nulla didattico, vengono confezionati dai soliti quattro o cinque esperti del “dai che ce la caviamo anche stavolta”. I materiali? Riciclati, strappati di bocca a colleghi ignari o usati come carta assorbente durante la pausa pranzo.
Chi ha contribuito? Nessuno lo saprà mai. Chi partecipa? Solo chi deve mettere una tacca sul curriculum o farsi vedere. Il sapere, quello vero, può aspettare: qui si studia solo la miglior tecnica per presentare l’ovvio sotto forma di “innovazione”.

Capitolo 2: I Corsi di Potenziamento… della Noia

Dovrebbero servire a potenziare gli studenti, ma sembrano progettati per anestetizzarli del tutto. Le classi restano vuote, le menti pure. Eppure qualcuno ci crede: l’ennesimo miracolo burocratico, in cui si spera che un’ora in più a settimana possa raddrizzare quello che anni di incuria hanno reso storto come una vite arrugginita.

Capitolo 3: Sportelli Didattici, ovvero lo scrocco premium

I “nonni” del Ristora, sempre loro, gestiscono sportelli come se fossero sportelli bancari. Prenotazioni inesistenti, risultati invisibili, compensi visibili eccome. Una forma d’arte antica: fare il meno possibile, farlo sembrare utile, incassare come se fosse fondamentale.

Capitolo 4: L’Orario Scolastico e l’Emmental del Malcontento

In un mondo ideale, l’orario dovrebbe rispettare chi lavora con serietà. Qui, invece, l’orario ottimizzato lo ottengono i meritevoli… di ossequio. I fedelissimi, i leccatori seriali, i portaborse della dirigenza. Gli altri si accomodano: entrate a vuoto, buchi a non finire, settimane spezzate come nervi sotto stress. Si chiama “graduatoria di merito”. Il merito di non rompere i coglioni, naturalmente.

Gran Finale: L’Anno del Signore dell’Ozio

E infine lui, l’eroe dei nostri tempi: il collega che da settembre imbocca il viale del tramonto… a casa. Lo sentiamo già vaticinare in sala docenti: “Mi sa che quest’anno non mi vedrete mai”.
Ha già pronto il piano: medici compiacenti, certificati seriali, e il suo amato bed & breakfast da mandare avanti. Perché il riposo è sacro, ma solo se lo si riesce a far pagare con soldi pubblici.

E intanto, nel retro della segreteria, si celebra la liturgia quotidiana delle assenze strategiche. Tra un “sto male oggi” e un “torno fra due settimane”, i turni si svuotano come teste durante le riunioni. Lavorano in tre per cinque sportelli. Ma tranquilli: si sopravvive lo stesso, basta non disturbare il flusso del nulla.

Conclusione:
All’Istituto Sorselli – Ristora si insegna poco e si dissimula molto. Si chiama scuola, ma somiglia sempre più a un reality show senza pubblico. Con le prove truccate, le alleanze segrete e l’eliminazione settimanale dei dignitosi.

Qualcuno dirà che si tratta di casi isolati. Certo: isolati come le muffe nelle cantine. Ma pur sempre tossici.

E mentre lo schifo dilaga in silenzio, noi – poveri coglioni resistenti – ci limitiamo a scriverne. Perché, in fondo, la parola resta l’unica cosa che non ci hanno ancora portato via.